Il 19 settembre 2025 l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha presentato TrasparenzAI, un progetto che inaugura una nuova fase nella gestione della trasparenza amministrativa in Italia. Si tratta di un software open source sviluppato in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), concepito come parte integrante della Piattaforma Unica della Trasparenza (PUT). Lo strumento ha l’obiettivo di monitorare in modo automatico l’adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dal d.lgs. 33/2013 – come modificato dal d.lgs. 97/2016 – attuativo dei principi di trasparenza e prevenzione della corruzione introdotti dalla legge 190/2012.

 

1.    Come funziona TrasparenzAI

Il nuovo sistema si basa su tecniche di web crawling e web scraping in grado di analizzare i siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni. In meno di venti ore, TrasparenzAI è in grado di verificare i siti di oltre 23.600 enti italiani, individuando le sezioni obbligatorie previste dal decreto trasparenza e segnalando eventuali omissioni o difformità.

L’innovazione risiede anche nell’integrazione con fonti esterne, che consentono un monitoraggio più accurato e comparabile. Tra queste:

Il progetto è reso open source, scelta che rafforza la trasparenza metodologica e consente agli operatori esterni di contribuire al miglioramento dello strumento.

 

2.    Obiettivi e punti di forza

Con TrasparenzAI, ANAC mira a:

 

3.    Le criticità da affrontare

Come ogni innovazione, anche TrasparenzAI porta con sé alcune sfide:

 

4.    Gli impatti per le pubbliche amministrazioni

Per le PA, TrasparenzAI rappresenta un salto qualitativo. L’attuazione degli obblighi di trasparenza non potrà più essere trascurata, poiché il monitoraggio diventerà costante e oggettivo. Ciò significa:

 

5.    Conclusioni

TrasparenzAI segna un passaggio cruciale nella strategia di ANAC, coerente con le linee tracciate dal Piano Nazionale Anticorruzione 2025. L’uso dell’intelligenza artificiale in chiave di prevenzione della corruzione promette di trasformare la trasparenza da obbligo formale a presidio sostanziale di legalità e accountability.

Resta, tuttavia, il compito più difficile: fare in modo che la tecnologia non si limiti a rilevare la presenza di sezioni nei siti istituzionali, ma contribuisca a innalzare la qualità, l’accessibilità e l’utilità reale delle informazioni pubblicate. Solo così la trasparenza potrà dirsi davvero al servizio dei cittadini e della democrazia amministrativa.

 

Avv. Adamo Brunetti