
Ieri nella sezione ‘Economia’ di Quotidiano Nazionale Network un articolo firmato da Marco Principini ha raccontato come sta cambiando il lavoro di chi si occupa di compliance e governance d’impresa.
Il titolo «La compliance si fa automatica, la responsabilità rimane umana» racconta molto della cifra con cui lavoriamo ogni giorno.
L’intelligenza artificiale può redigere verbali, mappare rischi, produrre documentazione in tempi che prima erano impensabili. Ma non può — e non deve — sostituire il giudizio di chi è chiamato a validare quei risultati, a rispondere delle scelte prese e a garantire che la tecnologia sia integrata in un sistema organizzativo solido.
Come ho avuto modo di precisare nell’articolo: le attività ripetitive possono essere automatizzate, ma aumenta la responsabilità di chi deve controllare e validare i risultati. Il vero valore sta nella capacità di governare i processi.
Per le imprese, in particolare le PMI, questo apre opportunità concrete: controlli più accessibili, processi più tracciabili, meno burocrazia manuale. Ma solo se l’AI viene inserita in un contesto di governance chiaro, con ruoli definiti e presidi umani effettivi.
Le norme europee — dal D.Lgs. 231/2001 al AI Act — non lasciano spazio all’improvvisazione: richiedono consapevolezza, presidio e responsabilità documentata.
Il nostro lavoro in CODE srl va esattamente in questa direzione.
Grazie a QN Economia e a Marco Principini per lo spazio e l’attenzione al tema.
Avv. Adamo Brunetti
