💡 Il presente whitepaper analizza il rapporto tra Modello 231 e funzione Security, mettendo in luce come l’integrazione di questa professionalità – certificata UNI 10459 – rafforzi la cultura della prevenzione e la resilienza aziendale.
La Security aziendale, infatti, non si limita a tutelare beni e persone, ma contribuisce alla tenuta esimente del Modello 231, affrontando rischi geopolitici, sociali, informatici e reputazionali, in una logica di risk management integrato.
L’analisi approfondisce:
- il ruolo strategico del Security Manager come presidio di legalità e continuità operativa;
- le sinergie con l’Organismo di Vigilanza, evidenziandone responsabilità , limiti operativi e profili di diligenza;
- la rilevanza della Security nella sicurezza sul lavoro, soprattutto nella gestione dei rischi atipici e delle trasferte, come dimostrano casi giurisprudenziali emblematici (es. caso Bonatti);
- l’importanza della procurement intelligence come strumento di due diligence per la supply chain, a garanzia di legalità , trasparenza e tutela reputazionale.
Completano l’analisi i collegamenti con la normativa ISO (31000, 31030, 45001, 37001) e con i principi del D.Lgs. 81/2008, che rafforzano il nesso tra compliance 231, DVR e Security Management.
Il documento mostra come la funzione Security, se adeguatamente strutturata e certificata, diventi non solo un presidio di prevenzione e protezione, ma anche un fattore competitivo: capace di rendere l’impresa più sicura, affidabile e attrattiva sul mercato, garantendo continuità e sostenibilità nel lungo periodo.
Un documento redatto da Adamo Brunetti (Ceo CO.DE srl e Compliance Specialist) e Stefano Bassi, con il supporto del team CO.DE.
