Blog

LA CARBON FOOT PRINT SECONDO LA UNI EN ISO 14064-1:2019

LA CARBON FOOT PRINT SECONDO LA UNI EN ISO 14064-1:2019
Carbon Foot Print

LA CARBON FOOT PRINT SECONDO LA UNI EN ISO 14064-1:2019

1. COS’E’ L’IMPRONTA DI CARBONIO

La Carbon Footprint, detta anche “impronta di carbonio”, è una particolare misura indicata in tonnellate di anidride carbonica equivalenti (tCO2e), che esprime il totale delle emissioni di gas a effetto serra correlate in maniera diretta o indiretta a un prodotto, a un servizio, a un’organizzazione, a un evento o a un individuo.

L’”impronta di carbonio” può essere usata per determinare l’impatto che le emissioni hanno su quei cambiamenti climatici la cui origine è di natura antropica ed è un parametro di grande importanza ed utilità per le pubbliche amministrazioni e gli organismi internazionali.

2. IL CALCOLO E LE FINALITA’ DELLA CARBON FOOT PRINT

Il calcolo delle tonnellate di CO2 equivalenti utilizzato come parametro della Carbon Footprint significa che, per tutti i gas serra (definiti anche con l’acronimo GHG- GreenHouse Gas) viene preso come riferimento l’effetto associato alle emissioni di anidride carbonica.

La CO2 e viene calcolata moltiplicando le emissioni di gas serra per il Potenziale di Riscaldamento Globale (o Global Warming Potential, cioè il GWP) di 100 anni.

I GHG da prendere in considerazione nella misurazione dell’”impronta di carbonio” sono indicati nel Protocollo di Kyoto, il Trattato internazionale del 7 dicembre 1997 su ambiente e riscaldamento globale.

Essi, in particolare sono:

  1. Oltre alla già citata anidride carbonica (CO2);
  2. Il metano (CH₄);
  3. L’ossido nitroso(N₂O);
  4. Gli idrofluorocarburi (HFC);
  5. Gli iperfluorocarburi (PFC) e
  6. L’esafloruro di zolfo (SF6).

Come si procede, dunque, alla quantificazione della Carbon Footprint?

A tal proposito lo Standard di calcolo delle emissioni più diffuso a livello globale è il GHG Protocol Corporate Accounting and Reporting Standard, alla base anche di qualunque sistema di gestione finalizzato per la quantificazione e la rendicontazione dei gas ad effetto serra che sia strutturato in conformità alla ISO 14064:2019-1 intitolata, appunto, “Specifiche e guida, allivello dell’organizzazione, per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra e della loro rimozione

Per misurare la Carbon Footprint di un’organizzazione secondo quanto definito dal citato GHG Protocol, dunque, le emissioni di gas serra vengono divise in 3 categorie:

  • Scope 1 – emissioni dirette di GHG che derivano da fonti detenute o controllate da un’organizzazione;
  • Scope 2 – emissioni indirette derivanti dalla generazione di elettricità, calore e vapore acquistati e consumati dall’organizzazione;
  • Scope 3 – emissioni indirette di GHG, che racchiude le fonti emissive che non sono sotto il diretto controllo dell’organizzazione, ma le cui emissioni sono indirettamente legate all’attività della stessa.

L’organizzazione che intende, poi, definire la propria impronta di carbonio secondo la ISO 14064:2019, in particolare dovrà predisporre:

  • L’inventario dei GHG
  • La procedura di gestione relativa ai dati acquisiti;
  • Il report dei GHG da destinare al pubblico in cui siano indicate anche le iniziative per la riduzione delle emissioni calcolate.

3. I BENEFICI DELLA CARBON FOOT PRINT

Calcolare la Carbon Footprint di un’organizzazione consente alle aziende di praticare un percorso efficiente e virtuoso di gestione delle emissioni, intervenendo sulle criticità e compensando con misure equivalenti le proprie emissioni (per esempio con la piantumazione di alberi, produzione di energie rinnovabili, ecc.) diminuendo, così, l’impatto sull’ambiente.

Aderire a questa misura rappresenta un’intelligente strategia di business poiché è ritenuta dai consumatori un importante indicatore della qualità e della sostenibilità di un’azienda.

Dal punto di vista della comunicazione, poi, tale indicatore risulta particolarmente efficace per affermare alla platea dei propri stakeholders il proprio impegno verso la sostenibilità ambientale, dal momento che:

  1. Esprime capacità di sintesi, nella misura in cui attraverso un unico valore è in grado di descrivere una realtà anche molto complessa;
  2. Utilizza un’unità di misura chiara e semplice che può essere compresa facilmente anche da chi non ha particolari conoscenze tecnico-scientifiche;
  3. Fornisce un dato oggettivo, particolarmente incisivo sotto il profilo della comunicazione, attestando la vocazione e l’impegno sociale ed ambientale di un prodotto o di un’organizzazione.

Avv. Adamo Brunetti                                                                                 Ing. Raffaele Rinaldi

My Agile Privacy
Questo sito utilizza cookies indispensabili per il suo funzionamento. Cliccando Accetta, autorizzi l'uso di tutti i cookies.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy