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Greenwashing: ESA Pubblica le Relazioni Finali

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SOSTENIBILITA'

Greenwashing: ESA Pubblica le Relazioni Finali

Lo scorso 4 giugno 2024 le autorità di vigilanza europee, ovvero l’Autorità Bancaria Europea (EBA), l’Autorità Europea delle Assicurazioni e delle Pensioni Aziendali e Professionali (EIOPA) e l’Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati (ESMA) – note collettivamente come ESA – hanno pubblicato le rispettive relazioni finali sul greenwashing nel settore finanziario.

Obiettivo dei rapporti, richiesti dalla Commissione Europea, è quello far chiarezza sul fenomeno del greenwashing noto anche come “ambientalismo di facciata” o “ecologismo di facciata“.

Trattasi, come ormai consolidato, di una strategia di marketing adottata da alcune aziende per presentarsi come ambientalmente responsabili, anche quando le loro pratiche non sono realmente sostenibili o ecologiche.

Il termine deriva dall’unione di “green (verde, che simboleggia l’ambientalismo) e “whitewashing” (insabbiamento).

In sostanza, il greenwashing consiste nel presentare un’immagine falsamente positiva dell’impegno ambientale di un’azienda, spesso attraverso dichiarazioni esagerate, vaghe o non verificabili, per attrarre consumatori sensibili ai temi ambientali senza apportare reali cambiamenti sostenibili.

Tale pratica può manifestarsi in vari modi, tra cui:

  • Etichette fuorvianti consistenti nell’utilizzare termini come “eco-friendly”, “sostenibile” o “naturale” senza avere certificazioni o prove concrete a supporto;
  • Pubblicità ingannevole composta di campagne pubblicitarie che esagerano i benefici ambientali di un prodotto o servizio;
  • Distrazioni enfatizzanti una piccola caratteristica ecologica di un prodotto per distogliere l’attenzione dai suoi impatti ambientali negativi più significativi;
  • Dati non verificabili nella misura in cui sono fornite informazioni ambientali che non possono essere facilmente verificate o sono basate su standard interni non riconosciuti.

Le ESA hanno identificato i tipi e i casi più rilevanti di greenwashing, i rischi associati, le pratiche attuali di vigilanza, le lacune e le sfide nell’affrontare tali rischi.

Nelle interessanti relazioni è emerso che i casi di greenwashing in UE continuano ad aumentare (+26% nel 2023 rispetto al 2022) ma che le Autorità Nazionali Competenti (NCA) stanno però già adottando misure per affrontare tale problema, con controlli sempre più frequenti e dettagliati.

1.    L’importanza dei Dati e la Definizione di Greenwashing delle ESA

Secondo i rapporti, la Commissione Europea dovrebbe garantire che il quadro legislativo sostenga l’accesso delle autorità di vigilanza nazionali ai dati, rafforzando i loro mandati e operatività.

Viene raccomandato, in particolare, di promuovere ulteriormente la leggibilità automatica delle informazioni sulla sostenibilità e l’accesso ai dati tramite il Punto di Accesso Unico Europeo (ESAP).

Nei loro rapporti, poi, le autorità di vigilanza europee definiscono il greenwashing come una pratica in cui le dichiarazioni, le azioni o le comunicazioni relative alla sostenibilità non riflettono chiaramente ed equamente il profilo di sostenibilità sottostante di un’entità, prodotto o servizio finanziario determinando un quadro conoscitivo fuorviante per consumatori, investitori e altri partecipanti al mercato.

Per tale motivo le ESA sottolineano, appunto, che gli operatori dei mercati finanziari hanno la responsabilità di fornire informazioni sulla sostenibilità corrette, chiare e non fuorvianti.

2.    Relazione Finale dell’ESMA

La supervisione delle dichiarazioni di sostenibilità è ora una priorità per le NCA.

Dette autorità, insieme all’ESMA, stanno infatti adottando misure per monitorare e individuare meglio il greenwashing, esaminando criticamente le affermazioni sulla sostenibilità in vari settori.

Sotto tale profilo si può dire che diverse azioni comuni di vigilanza sono state già avviate per garantire una supervisione efficace e coerente; ciò, nonostante i limiti di risorse e di accesso a competenze e dati di qualità che le Autorità Nazionali di Vigilanza sono costrette ancora ad affrontare.

Sull’argomento Verena Ross, presidente dell’ESMA, ha affermato che “Una supervisione efficace e coerente delle dichiarazioni legate alla sostenibilità è fondamentale per la protezione degli investitori e per un ambiente affidabile per i mercati ESG“.

Ha poi sottolineato che l’ESMA promuoverà azioni di vigilanza comuni a livello europeo e continuerà a sostenere le NCA nel rafforzare le capacità di vigilanza e nell’investire negli strumenti necessari per affrontare le sfide dei dati.

Ross ha, infine, ricordato agli operatori di mercato che sono responsabili delle affermazioni di sostenibilità non comprovate e che devono comunicare informazioni sulla sostenibilità in modo corretto e non fuorviante.

3.    Azioni Prioritarie e Raccomandazioni

L’ESMA ha indicato azioni prioritarie per permettere alle autorità competenti di mitigare meglio i rischi di greenwashing.

Le NCA dovrebbero approfondire le affermazioni relative alla sostenibilità, incrementare le risorse umane e le competenze, investire in strumenti di vigilanza come le soluzioni SupTech e integrare i rischi di greenwashing nei rispettivi programmi di vigilanza.

Dal canto suo, invece, l’ESMA continuerà a monitorare i rischi di greenwashing e promuoverà azioni comuni di vigilanza laddove necessario producendo ulteriori documenti di orientamento per gli operatori di mercato e le autorità di vigilanza.

Anche la Commissione Europea, poi, viene invitata a rafforzare i mandati delle NCA e dell’ESMA, con specifico focus sui benchmark, nonché a garantire che tutte le NCA abbiano il potere di promuovere l’educazione finanziaria.

Scarica qui il documento in commento

Avv. Adamo Brunetti

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