1.   
Consultazione sul nuovo PNA 2025: struttura, novità e nodi applicativi

La consultazione pubblica (Autorità Nazionale Anticorruzione) sullo schema di Piano Nazionale Anticorruzione 2025 (PNA 2025) è stata avviata da ANAC il 7 agosto 2025 e si chiuderà il 30 settembre 2025. Il procedimento prende le mosse dall’approvazione preliminare del testo in Consiglio del 30 luglio 2025 ed è finalizzato a raccogliere osservazioni tramite questionario online dedicato. Il portale istituzionale segnala l’apertura della consultazione e rinvia ai materiali e al questionario, confermando le date e le modalità di partecipazione.

Sul piano degli atti, lo schema di PNA chiarisce che le indicazioni ivi contenute orientano la programmazione anticorruzione per il triennio 2026-2028; per ANAC includono anche il II semestre 2025, utile ad avviare azioni propedeutiche e a definire indicatori, risultati attesi e target. La consultazione è formalmente indetta proprio dal 7 agosto al 30 settembre 2025, in esito alla decisione del 30 luglio 2025.

 

2.    Un PNA “di strategia”: 6 linee, 12 obiettivi, 31 azioni

La principale cifra del PNA 2025 è l’impostazione strategica: sei linee strategiche, dodici obiettivi e trentuno azioni, ciascuna associata a risultati attesi, indicatori e target annuali. È un’impostazione che responsabilizza tanto ANAC quanto le amministrazioni destinatarie, prevedendo per alcuni obiettivi il coinvolgimento di altre istituzioni.

Le linee strategiche sono nominate e descritte nello schema:

Tale architettura consolida un approccio già avviato con PNA 2022 e successivi aggiornamenti, ma ne accentua la dimensione di policy e di misurazione, con ricadute concrete sulla rendicontazione degli esiti e sulla comparabilità tra amministrazioni.

 

3.    Parte generale: PIAO, mappatura unica e monitoraggio integrato

La parte generale aggiorna la sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del PIAO, ribadendo che il monitoraggio deve essere integrato e raccordato con le altre sezioni, nel solco del D.M. n. 132/2022. L’impostazione richiesta prevede una mappatura unica e integrata dei processi, un coordinamento operativo tra RPCT e responsabili delle altre sezioni e l’adozione – ove possibile – di soluzioni informatiche per verifiche anche in itinere.

La consultazione allega un questionario che dedica un’intera sezione alle componenti della sottosezione PIAO: valore pubblico, contenuti, coordinamento, obiettivi strategici, mappatura integrata, monitoraggio e regole redazionali, oltre alle semplificazioni applicabili al PTPCT.

 

4.    Parte speciale “Contratti pubblici”: digitalizzazione e rischi operativi

La parte speciale dedicata ai contratti pubblici fa leva sugli strumenti del d.lgs. n. 36/2023 e sul sistema di trasparenza introdotto da ANAC, approfondendo in chiave di prevenzione:

Il quadro si coordina con le delibere ANAC in materia di trasparenza del ciclo dei contratti (ad esempio la n. 264/2023) e con la BDNCP, per una pubblicazione “by-design” delle informazioni. Lo schema di PNA richiama tali atti come cornice di riferimento.

 

5.    Parte speciale “d.lgs. 39/2013”: aggiornamenti, RPCT e schemi applicativi

Il PNA dedica un approfondimento alle inconferibilità e incompatibilità ex d.lgs. n. 39/2013, con focus sulle novità normative (tra cui gli interventi agli artt. 7 e 12) e sul coordinamento con le fattispecie del d.lgs. n. 201/2022 in materia di servizi pubblici locali. Viene chiarito che i controlli del RPCT e la vigilanza ANAC operano anche sulle incompatibilità/inconferibilità del d.lgs. 201/2022, in un rapporto funzionalmente autonomo ma complementare rispetto al d.lgs. 39/2013.

Sul piano operativo, lo schema fornisce un vero e proprio vademecum per i RPCT: tempistiche, strumenti e modalità delle verifiche; iter del conferimento; obbligo per l’interessato di rendere dichiarazioni all’atto del conferimento e con cadenza annuale; pubblicazione e verifiche a campione nel PIAO/PTPCT; segnalazione ad ANAC dei casi di possibile violazione.

Per favorire l’uniformità applicativa, ANAC allega degli “schemi esplicativi” delle fattispecie del d.lgs. 39/2013, utili sia per l’informativa al candidato sia per la corretta compilazione delle dichiarazioni ex art. 20. Gli schemi, articolati per incarichi “in provenienza”, sintetizzano quando scatta l’inconferibilità o l’incompatibilità per i diversi ruoli, inclusi quelli del settore sanitario.

 

6.    Parte speciale “Trasparenza”: come rendere effettiva la sezione AT

L’ultimo approfondimento è dedicato alla sezione “Amministrazione Trasparente” dei siti istituzionali. ANAC descrive criticità ricorrenti – dalla mancata accessibilità o indicizzazione, alla scarsa riconoscibilità della sezione, fino alla disomogeneità delle pubblicazioni o alle pagine ospitate su siti di fornitori con grafica non coerente – e formula raccomandazioni puntuali, incluse indicazioni su accessibilità PDF e una “mappa dei link” per migliorare la conoscibilità dei contenuti.

Il questionario dedica l’intera sezione G alla discussione di tali criticità e alle proposte di miglioramento, invitando contributi concreti basati sull’esperienza degli enti e dei cittadini.

 

7.    Alcune considerazioni

L’impianto del PNA 2025, in sostanza, richiede un “salto” di qualità soprattutto su tre terreni:

  1. Programmazione integrata e misurabile. La sottosezione PIAO deve raccontare rischi, misure e presidî in modo coerente con mappature processuali e con un monitoraggio integrato, così da legare prevenzione, trasparenza e creazione di valore pubblico. In assenza di una mappatura unica, gli indicatori diventano meri adempimenti, non strumenti di gestione.
  2. Procurement digitale “responsabile”. L’uso corretto delle PAD, del FVOE e degli standard informativi lungo il ciclo dell’appalto è ciò che rende effettivi trasparenza e controllo diffuso. La parte speciale esplicita i punti di rischio nelle fasi di programmazione, affidamento ed esecuzione, inclusi subappalto e CCT, con misure organizzative e informative mirate.
  3. Compliance sugli incarichi. Il vademecum e gli schemi allegati rendono più semplice per RPCT e organi conferenti governare l’iter, le dichiarazioni e i controlli su inconferibilità e incompatibilità, anche nei rapporti con i servizi pubblici locali, riducendo gli spazi di incertezza applicativa e uniformando le prassi.

In conclusione, lo schema di PNA 2025 segna un’evoluzione importante: ambisce a trasformare trasparenza e prevenzione da adempimenti a “servizi” misurabili e comparabili, fondati su dati nativamente digitali, standard e interoperabili. La riuscita dipenderà da tre condizioni: la qualità tecnica degli indicatori; l’effettiva capacità delle amministrazioni di integrare mappatura processuale, gestione dei rischi e pianificazione delle risorse; la disponibilità di soluzioni informatiche e linee guida attuative a “bassa soglia”, in grado di accompagnare anche gli enti più piccoli.

In questa prospettiva, la consultazione in corso fino al 30 settembre 2025 è un’occasione concreta per migliorare il testo su aspetti operativi essenziali – dagli standard minimi per la PUT e per la sezione AT, alle istruzioni su PAD/FVOE, fino ai rapporti RPCT-ANAC nelle verifiche sul d.lgs. 39/2013 – rendendo il PNA 2025 non solo un documento di indirizzo, ma una vera infrastruttura di integrità pubblica per il triennio 2026-2028.

 

Avv. Adamo Brunetti